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Parla Giolivo Zanotti, l'operaio bergamasco sospeso per aver denunciato mancanza di sicurezza in azienda. Adesso si rivolge a Napolitano per chiedere che le «le leggi che ci sono vengano fatte rispettare».
Andrea Milluzzi
«Come diceva il buon Enzo Biagi, in questi casi basta solo una parola: vergognatevi». Di parole da dire ne ha molte Giolivo Zanotti, l'operaio che giovedì si è visto piombare sulla testa la sospensione di 3 giorni dal lavoro dai proprietari della sua ditta, la Officine Pietro Pilenga di Comun Nuovo in provincia di Bergamo, per le sue continue denunce sulla carenza di sicurezza all'interno della fabbrica. Quella stessa fabbrica che ha avuto 7 ispezioni della Asl, record assoluto in Italia. E nel giorno in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano presenta la nuova campagna sociale dedicata alla sicurezza sul lavoro, Zanotti si rivolge proprio a lui.
Cosa avevi denunciato per provocare questa reazione dei tuoi datori di lavoro?
Guarda, l'assurdo è che i problemi erano proprio sciocchezze, risolvibili con pochi soldi da parte dell'azienda. Per esempio: data la cattiva manutenzione i torni verticali versavano acqua e olio in terra e spesso gli operai ci scivolavano. Per dirti, un mio collega si è fatto 67 giorni a casa con la gamba rotta e un altro si è fatto 8 mesi di malattia per una caviglia disfatta. Poi ci sono macchine che lavorano con il refrigerante che, vista ancora una volta la cattiva manutenzione dei filtri e degli aspiratori, quando si apre il portellino uscivano dei fumi. E siccome per ricaricarle ci dobbiamo sporgere dentro li respiravamo e ci procuravano catarro o anche enfisemi. Ma non c'era bisogno di chissà quali denunce, sono problemi visibili a occhio nudo, oggettivi.
Avevi già denunciato queste lacune?
Sì, è venuta pure la Asl che ha imposto di cambiare i filtri. Ma siccome l'azienda continuava a procrastinare alla fine ho preso carta e penna e ho scritto tutto ai vertici. Così il responsabile officina si è sentito scavalcato ed è andato dai vertici a dire che lo perseguitavo. Loro invece di fare qualche accertamento, prima hanno minacciato di farlo, poi sono venuti da me e mi hanno sospeso. Fra l'altro in una maniera molto arrogante: mi hanno detto "lunedì vieni, martedì no, mercoledì sì, giovedì no e il terzo giorno di sospensione te lo facciamo fare a nostro piacimento". Ma secondo la 626 io posso scavalcare il mio capo diretto e andare a denunciare i pericoli direttamente ai vertici. Se ne sono fregati. Passati 15 giorni dalla mia lettera abbiamo avuto un altro infortunio.
Ma gli rls non dicevano niente?
Loro dicevano: se vedi dell'olio in terra prendi il bidone e pulisci. Ma non dovrebbe essere questa la risposta. Il problema è che noi siano 250 dipendenti e questa è un'azienda ancora a stampo padronale. Il padrone ha 85 anni e i suoi figli hanno la stessa mentalità. Per farti capire la loro arroganza, un anno e mezzo fa sono stati beccati dall'Anpa a scaricare fumi nell'aria senza denunciare niente. Loro hanno provveduto a mettersi in regola in fretta e in furia senza preoccupazioni e un lavoratore che se ne stava occupando è volato giù dal tetto ed è morto. Un'altra volta un altro operaio è stato mandato a fare un lavoro che non gli competeva e ha avuto un incidente che gli ha causato 6 mesi di invalidità. Per questo incidente si è aperto un processo e il proprietario e un responsabile della sicurezza hanno patteggiato rispettivamente 6 e 1 mese di carcere. Un mio collega rischia di perdere un occhio per uno schizzo di acido. Sono solo 6 anni che sto in questa fabbrica, per 25 anni ho fatto l'artigiano. Potevo stare tranquillo, ma di fronte a queste schifezze mastodontiche non mi va. Io ho 54 anni, mica voglio spezzarmi le gambe, come faccio poi a godermi le mie montagne? In più, per 1000 euro al mese... Fossero di più, sai, ci puoi anche fare un pensierino...
Oggi (ieri, ndr) hai rivolto un appello a Napolitano perché si affrontino questi problemi...
Guarda, io vivo da solo, mi accontento di quello che ho e non ho grosse pretese. Ma non chiedo mica la luna, voglio soltanto non rischiare mentre sto al lavoro e che ognuno faccia la sua parte. Tutti, dai rappresentanti della sicurezza agli ispettori, dai datori di lavoro ai politici devono avere il senso di responsabilità. Queste persone pregiudicano la salute e la sicurezza delle persone. Hanno posti di responsabilità e poi si comportano in questo modo. Ma le leggi per contrastarli e punirli ci sarebbero, basterebbe metterle in pratica. Da qui il mio appello al Presidente della Repubblica.
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