Fuori programma: il corteo finisce in A4 (L'Eco di Bergamo, 12 gennaio 2008) |
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![]() Bergamo. È finita con un blitz in autostrada all'altezza del casello di Dalmine la protesta dei metalmeccanici bergamaschi, scesi ieri mattina in piazza per uno sciopero di 8 ore a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da sette mesi, che in Bergamasca interessa circa 40 mila lavoratori. Un'invasione fuori programma che ha spiazzato non solo le forze dell'ordine ma anche i responsabili sindacali che hanno dovuto richiamare all'appello i manifestanti. Invece di concludersi con un presidio davanti all'Abb Sace di Dalmine, il corteo ha infatti proseguito verso il casello ed è entrato in autostrada, scortato dalle forze dell'ordine. Qui il corteo si sarebbe dovuto fermare lungo la carreggiata in direzione di Milano ma niente da fare: i manifestanti in pochi secondi hanno scavalcato lo spartitraffico e bloccato anche il senso di marcia opposto. Attimi di tensione e di nervosismo tra i sindacalisti e nonostante i richiami degli agenti della polizia che invitavano a rimanere al di là della barriera, il blitz è riuscito e per circa 30 minuti i manifestanti hanno bloccato il traffico in entrambe le direzioni.
Il blocco dell'autostrada ha causato disagi anche all'altezza del casello di Capriate, dove per motivi di sicurezza era intervenuta una pattuglia per far rallentare il traffico verso Bergamo. Alle 11.30 il blocco è stato sospeso e il casello di Dalmine - rimasto chiuso per poco più di un'ora - ha riaperto al traffico in entrambe le direzioni. «Non c'è stato nessun incidente» ha comunque fatto sapere la Polizia autostradale. Durata poco più di 2 ore, la mattina di protesta delle tute blu orobiche ha coinvolto circa 1000 lavoratori di tutta la Bergamasca che alle 9.30 hanno cominciato a radunarsi davanti alla portineria centrale della Tenaris Dalmine. Il tempo di aspettare i sei pullman con a bordo gli operai di altre aziende (tra cui Abb Sace, Brembo, Same e Marcegaglia) il corteo ha poi sfilato lentamente lungo le vie del paese fino a raggiungere il provinciale e l'ingresso in autostrada sventolando bandiere e scandendo slogan sotto lo sguardo discreto di una pattuglia della polizia locale e dei carabinieri. Una manifestazione pacifica cui hanno partecipato anche le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil, il segretario generale della Cgil di Bergamo, Maurizio Laini, e il parlamentare dell'Ulivo Antonio Misiani. Durante il corteo non sono certo mancati i problemi anche alla viabilità interna al paese, soprattutto lungo il provinciale e al rondò dell'autostrada. Disagi a parte, la manifestazione si è svolta nel segno della tranquillità, interrotta solo dagli slogan contro Confindustria e dal lancio di petardi lungo il percorso. Soddisfazione per i sindacati bergamaschi della Fiom, Fim e Uilm: «C'è stata una buona adesione allo sciopero – ha commentato Ferdinando Uliano, segretario provinciale della Fim-Cisl -. Questa è la dimostrazione che i lavoratori sono stanchi della posizione di Federmeccanica e vogliono accelerare la conclusione della trattativa. Anche se in questi giorni si sono fatti passi avanti, ci sono ancora alcuni nodi decisivi da sciogliere, soprattutto sul fronte salariale e sugli orari di lavoro». «Anche se i margini della trattativa sono ridotti, rimaniamo fermi sulla richiesta di aumento di 117 euro», gli fa eco Maurizio Testoni, segretario provinciale della Uilm-Uil». «Se in questi giorni non riceviamo risposte certe - avverte Mirco Rota, segretario provinciale Fiom-Cgil - organizzeremo altre iniziative di protesta». «In una fase molto difficile per i lavoratori e le famiglie, mentre tutti i commentatori parlano della difficoltà del reddito e della perdita di acquisto dei salari, i lavoratori - affermano i segretari generali Cisl e Cgil, Gigi Petteni e Maurizio Laini -. devono fare sacrifici per conquistare un giusto contratto. Occorre responsabilità del mondo imprenditoriale per chiudere questo e i molti, troppi, altri contratti ancora aperti. Se non sarà così, Cgil e Cisl bergamaschi chiederanno alle nostre confederazioni un'azione di lotta generale. Dalla chiusura dei contratti dovremo poi passare alla fase del confronto per le politiche sociali, di reddito, anche attraverso azioni di natura fiscale». |
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| Stampa l'articolo | pubblicato il 12/01/2008 | |




















